>Leggenda.

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L’Unione Sovietica era una regione misteriosa ed esotica, agli occhi dell’uomo occidentale americanizzato. Spesso si associano all’URSS immagini come acciaierie, lavoratori fieri, Vodka e mezzi di trasporto enormi ed alieni. Tra le tante dicerie sulla Russia comunista, si narra che i nostri cari uomini dei soviet, uomini dalle maniere decise e rozze, poco conoscevano della fotografia, ma ne erano dei grandi appassionati. Tuttavia i loro strumenti, che si riducevano a chiavi inglesi da 50, e stampi per torrette di t-55, non potevano certo eguagliare la precisione di quelli in possesso dai nostri cari svizzeri.
Un bel giorno, un vecchio carro corazzato pesante KV-2, ancora zoppicante dall’ultima battaglia vide delle fotografie raffiguranti le steppe siberiane, e capi di avere un sogno. Era stanco della guerra, e decise di esaudire il suo sogno: quello di diventare una macchina fotografica. Cosi, con l’aiuto di qualche compagno comunista, ed uno stampo molto rudimentale, divenne una tra le leggendarie macchine fotografiche sovietiche.

>Ferro.

Non c’è dubbio che ad ogni appassionato di fotografia piaccia pensare che le macchine fotografiche russe venivano prodotte insieme alle macchine da guerra più potenti al mondo. E’ una leggenda unica nel suo genere, tuttavia, come ogni leggenda, ha poca -se non pochissima- corrispondenza nella realtà.
Le più importanti aziende fotografiche sovietiche, come la Fed, Zorki e Kiev, sono passate alla storia per aver prodotto copie delle lussuose Leica e Hasselblad, aggiungendo un po’ della caratteristica robustezza di ogni mezzo russo. Tuttavia è vero che venivano costruite con pezzi di carri armati, nelle medesime fabbriche?
Ovviamente no. Per quanto io stesso alimento questa leggenda nessuna delle tre aziende citate faceva una cosa simile. Inoltre, delle tre, l’unica che veramente ebbe un ruolo nella produzione di armamenti militari fu l’azienda Arsenal-Kiev. Infatti, prima di trasformarsi in un industria di ottiche e mirini, la Arsenal-Kiev (Kiev, per abbreviare) produceva strumenti di artiglieria. Dopo la seconda guerra mondiale, la fabbrica cambiò direzione e, per appoggiare il programma spaziale sovietico, iniziò la produzione di ottiche e macchine fotografiche.

>Speciale.

Questo non toglie il fatto che le macchine sovietiche possiedano la magia e la robustezza di cui tutti parlano. Nonostante la maggior parte siano copie di Leica ed Hasselblad si distinguono comunque per un’ottima qualità. La differenza con le loro controparti occidentali consiste nel prezzo. Essendo copie, ed avendo la fama di essere stati carri armati, spesso costano un decimo del prezzo di una Leica.

le foto di sopra sono state scattate con una Fed 3 type B, usando un rullino Fujicolor C200

Ho avuto la fortuna di trovare una Fed 3 completamente funzionante in un mercatino delle pulci. Ho dovuto ricalibrare il telemetro poichè era completamente sballato (Non ho fatto un eccellente lavoro, il metro preciso è ancora da aggiustare, e dovrò consultare un esperto), tuttavia sono piuttosto soddisfatto di questo piccolo carro armato. Sicuramente è la macchina fotografica più cyberpunk, dopo la Polaroid.

>Sapphyra

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