Le sirene dell’era moderna

E’ lunedi pomeriggio. Il calore sale dall’asfalto umido come le anime dell’inferno. Il caldo attraversa i corpi, manipolandoli a proprio piacimento. Distorce colori e forme. Un ragazzo slanciato, dall’aria anonima cammina tra la folla con le stesse sembianze del caldo infernale. I folti capelli brizzolati gli cadono sulla fronte umida. Stretta in mano porta una vecchia macchina fotografica, il cui metallo ancora sussurra le eroiche vicende del carro armato che fù.
Passeggia per la galleria commerciale più famosa della città, quella che dipinge sui volti dei passanti miriadi di colori al neon proiettati dalle lussuose vetrine. Ad ogni passo una musica di sottofondo differente, ad ogni passo un insegna differente tenta i consumatori con colori brillanti. Le sirene dell’era moderna.

Nella galleria dall’altra parte del viale delle modelle vestite solamente da ologrammi di fiori sfoggiano i propri corpi al servizio della sirena che le ha comprate. I loro colori si confondono con gli impermeabili trasparenti di un gruppo di studenti che camminano in senso opposto. Il ragazzo dall’aria anonima sfugge dal flusso della folla con il movimento di un caccia intercettore sopra Kursk. Il metallo sovietico riflette sui suoi occhi i colori di una canale televisivo morto, mentre la pellicola del rullino avanza rapidamente, rubando frammenti di vita di sconosciuti intrattenuti dalle modelle olografiche.

Le sirene dell’era moderna sono decise, ingannevoli, sadiche, ma spesso risultano generose con coloro che hanno le doti giuste. Esistono innumerevoli agenti dall’aria piuttosto anonima, i quali vengono assoldati per carpire e rubare più informazioni possibili riguardo le campagne di marketing delle aziende avversarie. Il ragazzo dall’aria anonima non è nuovo di questo ambiente nascosto, e sa bene che delle buone fotografie, alla campagna pubblicitaria giusta, possono valere quanto lingotti d’oro.

Tuttavia, il ragazzo dall’aria anonima, vestendo i panni di un consumatore qualsiasi, non si accorge del tempo che scorre mentre naviga nel canale del consumismo più estremo. Tant’è che si ritrova presto a notare il calare del sole, e l’avanzare di nuvole da temporale. Egli ama la pioggia nonostante l’inquinamento, poichè l’acqua lava via le maschere, rendendo veri i volti anonimi dei consumatori.

>Sapphyra

 

Questo è un racconto di pura fantasia. Riferimenti a fatti o persone, sono puramente casuali.

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